Dal genio maligno di Cartesio alle grandiose parabole letterarie di Borges, la realtà diventa sogno e il sogno diventa realtà: così, scrive Nietzsche, «il mondo vero finì per diventare favola». Portando alla luce la vera realtà, la scienza sembra averci allontanato dalle cose. Possiamo per questo dubitare di ciò che percepiamo?
Questo libro intende – ancora una volta – tornare alle cose stesse attraverso il recupero dell’esperienza immediata, vagabondando tra esperimenti di psicologia della percezione e considerazioni filosofiche. L’analisi critica del dualismo apparenza-realtà e una rilettura della Psicologia della Gestalt conducono a un’idea di fenomenologia non ortodossa e poco incline alla ricerca di essenze. Emerge al suo posto una fenomenologia «eretica» in grado di tagliare trasversalmente l’analisi sperimentale verso un fenomeno colto iuxta propria principia.
Fenomenologia eretica segna il punto di incontro tra filosofi eterogenei come Merleau-Ponty e Wittgenstein attraverso un modo di intendere la filosofia come chiarificazione – concettuale ed estetica al contempo – dove il logos e la percezione non sono autosufficienti, ma rinviano sistematicamente l’uno all’altro e colgono la verità
delle cose in un dato sistema di riferimento.

Luca Taddio introduce Fenomenologia eretica:

Massimo Donà presenta Fenomenologia eretica: